6 Maggio 2022

Secondo episodio di Everything is Emo

Leggi la traduzione del secondo episodio "Teenage Kicks" di Everything is Emo, podcast di Hayley Williams.

Oggi è uscito il secondo episodio di Everything is Emo, nuovo podcast di Hayley Williams per BBC Sounds. L’episodio si intitola “Teenage Kicks”.

“Questa è una band che per poco avrei mancato. Non so se a causa della mia età a quel tempo o perché ero in America, ma son stata molto fortunata ad aver avuto mio cugino che mi ci ha avvicinato. Il mio ricordo principale di Bloc Party sono io che guido in cerchio nel parcheggio del centro commerciale di notte. Non c’erano molte cose da fare a Nashville in quel tempo, quindi Bloc Party mi ricorda quel periodo in cui cercavo la mia indipendenza. Banquet è una delle prime canzoni che mi ha introdotto i Bloc Party, una canzone molto importante perché fa parte del loro album di debutto Silent Alarm. Ha segnato un’era musicale in cui emo, punk e dance si sono incontrati: l’incontro perfetto di cui ero ossessionata quando avevo 14-15 anni.

“I Bloc Party penso che siano la prima nuova band che mi è iniziata a piacere quando ero teenager che fosse oltremare. Era molto mistico per me perché i Paramore ancora non erano andati in tour quindi non sapevo niente dell’UK. Mi ha fatto immaginare il Regno Unito come questa grande metropoli che culturalmente stava per esplodere, che fosse più figa rispetto il resto del mondo”.

“Questo è il secondo episodio, e son molto emozionata per la playlist. Quando la stavo creando e sceglievo artisti come i Bloc Party e Tegan and Sara, mi ha fatto ricordare a come queste canzoni abbiano delineato la mia adolescenza e come mi han fatto assaporare l’indipendenza, e questa è una delle canzoni. Sarò sincera, mi ero dimenticata di questa band e quello che ha significato: un incontro tra mainstream, pop-punk, underground, emo, influenze dark. Questo momento è stato importantissimo. I Blink 182 erano una grandissima band e Tom e Travis erano delle superstar, ma han deciso di fare un’altra band e creare canzoni che, se ascolto, riconosco che hanno molte influenze non presenti nei precedenti album dei Blink 182. Amo questa canzone, il suo intro lunghissimo e il suo vibe heavy.

“Quando ascolto questa canzone penso, ironicamente, a MTV. Anche se è molto punk, penso che l’inizio degli anni 2000 siano stati dei fantastici anni per guardare MTV perché c’era molta musica alternativa, punk, canzoni di altre scene, e gruppi che prima si ascoltavano dal vivo solo 100 persone nei club. I Blink 182 erano già una grande band, già stabilita. Tom e Travis hanno creato questo progetto che sembrava molto serio e pesante, e ricordo essere seduta sul divano di casa e pensare “Questo è davvero molto figo”. Sono una fan dei Blink 182. Avevo una crush per Mark quando avevo 8 anni, avevo un suo sticker nel mio skatebox, anche se non avevo il permesso di ascoltare la loro musica. Aver avuto 13-14 anni e aver fatto questa scoperta è stato molto bello, ricordo ancora il video musicale molto bene: i colori, cosa mi ha fatto provare il video quando l’ho visto… è stato pazzesco”.

“È il momento del nostro album da mettere in shuffle. Per questo episodio ho scelto A Fever You Can’t Sweat Out dei Panic! at the Disco. Questo album è uscito quasi nello stesso periodo di All We Know is Falling dei Paramore. Questa band ha cambiato tutto. Sarò sincera, la prima cosa che ho pensato da adolescente è stata “Diamine, cosa ci rimane a noi da fare? Come possiamo attirare l’attenzione delle persone come han fatto loro?”. Eravamo entrambi molto giovani, penso che le nostre due band erano le più giovani in quella scena musicale a quel tempo. È stato fenomenale, Pete Wentz [dei Fall Out Boy] ha indossato una maglietta dei Panic! durante una intervista su MTV e quello è stato il momento. Non potevi andare da nessuna parte senza aver sentito i Panic! at the Disco, senza aver visto i loro video, senza andare in un negozio che vende scarpe al centro commerciale e vedere uno dei loro video musicali nella loro tv. Il video musicale di A Fever You Can’t Sweat Out era ovunque. Scegli qualunque canzone di questo album, ed è super conosciuta.

“Vediamo cosa esce in shuffle! Ooh sì, questa è una delle mie canzoni preferite dell’album. Si chiama Nails for Breakfast, Tracks for Snacks”.

“Questa band è una band molto importante per tutti, per tutto il mondo, pure per i Paramore. Quando ho incontrato i ragazzi c’erano alcuni album di cui parlavamo spesso, a cui facevamo molto riferimento… I Foo Fighters erano una band che usciva sempre fuori. Ci focalizzavamo su band che mettono molta enfasi sulla batteria, cosa che anche noi facevamo perché tutti e tre suonavamo la batteria, e non puoi non pensare ai Foo Fighters.

Quando abbiamo iniziato a fare qualche concerto, Zac aveva bisogno di un kit per la batteria e un nostro amico in città gliene ha prestato uno che alla fine gli regalò. Questo kit apparteneva a Taylor Hawkins [batterista dei Foo Fighters]. Taylor aveva venduto il suo kit a un negozio chiamato Fork’s Drum Closet a Nashville, un negozio molto rinomato nella scena, e il fatto che Zac abbia potuto usare la sua batteria per i nostri primi show è stata una benedizione. Penso molto a Taylor Hawkins quando penso a Zac. Non voglio focalizzare il discorso sulla sua morte, ma lui ha significato molto per tante persone, e sono sicura che ci siano ancora molte storie che dobbiamo ancora ascoltare su di lui, e cose che ha fatto per le persone, modi in cui ha cambiato le vite di tanta gente, ma soprattutto, come fan sua e dei Foo Fighters, amo quello che ha fatto per Dave Grohl. Ho ascoltato l’album There Is Nothing Else to Lose e so che è il primo album in cui c’è Taylor e puoi davvero sentire una differenza. Ha tirato fuori una parte di Dave che prima non c’era, dal punto di vista della sua voce è il modo in cui scrive. Penso che la mia canzone preferita dell’album possa essere vista ora come una sorta di tributo che Dave Grohl ha scritto. Questa è Aurora.

“Questa è una delle mie top 5 canzoni preferite dell’anno. I Fontaines D.C. stanno spaccando adesso, ed è importante secondo me dire che loro hanno cose da dire. Quando ho ascoltato I Love You e Jackie Down The Line mi è venuto in mente quando ascoltavo gli Oasis e i Joy Division, band classiche, album classici, canzoni memorabili, e sono sicura che la nostra generazione parlerà dei Fontaines D.C. come una di queste band dal suono distinto del nostro tempo ma anche senza tempo. I Fontaines D.C. non sono molto conosciuti negli Stati Uniti, però penso sia molto speciale quando una band comunque appartiene ad una scena musicale perché da alle persone una sensazione di appartenenza, quella sensazione unica di essere in uno show di un gruppo che solo tu conosci.

“Rimettiamo A Fever You Can’t Sweat Out in shuffle”.

I Panic! at the Disco hanno alcuni dei titoli più lunghi mai dati a canzoni. Questo secondo me è influenzato dall’era di MySpace, caratterizzata da titoli super lunghi. I Panic! at the Disco avevano molto da dire, e questo è un periodo in cui gli artisti dicevano che non potevano mettere tutto il messaggio in una canzone, quindi ‘ora vi subirete tutto quello che ho da dire senza tagli’”.

“Questa è davvero una bellissima canzone. La prima volta che ho sentito Everything Means Nothing To Me di Elliott Smith è stato grazie a Zac che mi aveva messo una sua compilation in un CD quando eravamo diventati amici. Nella mia generazione fare questi CD con canzoni scelte era il nostro modo di comunicare tutte le nostre emozioni, esattamente nell’ordine che vuoi tu, quello che vuoi dire al tuo amico o a qualcuno che hai appena conosciuto. Zac era molto bravo a fare questi CD per tutti i suoi amici. Ero la nuova ragazza nella scuola, tutti della stessa età, ha pensato di farmi conoscere la musica che amava e io gli ho chiesto “Beh, tu hai mai sentito Aaliyah? Perché è l’unica cosa che ascolto al momento”.

Zac mi ha davvero dato una educazione musicale nonostante fosse più giovane di me, e ho ancora queste compilation sul mio computer che posso ancora sentire. Amo Elliott Smith, e penso che se ami questo genere di musica allora amerai Elliott.

The Con di Tegan and Sara è facilmente uno dei miei album preferiti di questa era. Nei primi anni i Paramore vendevano personalmente il proprio merch e rimanevano dopo lo show a incontrare i fan. È stato proprio un fan a farmi sapere che Tegan and Sara avevano fatto uscire un nuovo album, e su Youtube c’erano molti video musicali a supportarlo. Questo album è stato un album che ho sentito molto quando eravamo nel tour bus per Riot!. Prendo sempre il letto in alto a sinistra, ed ero lì dentro, con il mio computer e le mie cuffie e mi son messa a guardare tutti questi video musicali. Ora che ci penso bene, probabilmente non erano neanche su Youtube ma erano sul loro sito. Era il periodo in cui ancora le band mettevano molto impegno nei loro siti web. Sentivo The Con per tutta la notte, da sola, mentre stavo su MSN oppure scrivevo nel mio diario. È stato il mio confort album: finivo uno spettacolo, mi mettevo il pigiama, strisciavo verso il letto e mettevo play”.

“È il momento di AOV (Any Other Business), momento in cui condivido le mie ultime fisse. Vorrei farvi conoscere questa nuova band, che però è composta da membri di gruppi già rinomati e amati della scena musicale emo e post-hardrock: Drive Like Jehu e Pinback. Sono i PLOSIVS, una parola che in fonetica fa riferimento a una consonante generata dal blocco completo del flusso d’aria, cosa che io faccio spesso e infatti quando registriamo il mio microfono ha due filtri antipop, motivo per cui amo il loro nome. PLOSIVS con la canzone Broken Eyes.

Ora mettiamo A Fever You Can’t Sweat Out per l’ultima volta in shuffle e vediamo cosa otteniamo.

“Penso che But It’s Better If You Do sia un’ottima canzone per finire il nostro spazio di shuffling. C’è molta ironia in questo album e alcuni riferimenti che io associo alla crescita in una città come Las Vegas”.

“La prossima settimana l’album che metterò in shuffle è l’unico e inimitabile Wish dei The Cure. Mi sono avvicinata ai The Cure circa quando avevo 13 o 14 anni. È stato uno dei miei album preferiti in quel tempo, e lo è tutt’ora, perché ne ho associato davvero tanti ricordi. Ricordo che amavo Robert Smith così tanto che lo sognavo: sognavo che veniva a trovarmi a scuola e pranzavamo insieme, sognavo che andavamo in viaggio insieme, e non erano neanche cose molto romantiche, pensavo semplicemente che fosse cool, volevo solo essere sua amica. Se andiamo avanti nel tempo, i Paramore erano headliner del Reading & Leeds Festival nel 2012 con i The Cure, e io e Taylor siamo riusciti a beccare Robert Smith appena sceso dal palco e fare una foto con lui. È stato davvero un momento memorabile. La mia canzone preferita dell’album è High e lui l’ha suonata, sentivo che stavo volando. Robert canta sempre canzoni tristi rispetto a canzoni felici, e sento che questa è una formula che ho un po’ ereditato con i Paramore nel corso degli anni, e do tutti i crediti per questo al mio amore verso Robert Smith. Per finire questo episodio, vi metto High dei The Cure.