14 Maggio 2022

Terzo episodio di Everything is Emo

Leggi la traduzione del terzo episodio "Non è Emo, ma è Emo" di Everything is Emo, podcast di Hayley Williams.
Oggi è uscito il terzo episodio di Everything is Emo, nuovo podcast di Hayley Williams per BBC Sounds. L’episodio si intitola “Non è Emo, ma è Emo”.

Hayley inizia questo episodio con una band che ama, i Refused. “Questa canzone è tratta dal loro album The Shape Of Punk To Come. Questa canzone è molto speciale per me, il messaggio che trasmette è molto importante. È uscita durante il periodo in cui i Paramore stavano facendo il secondo album, Riot!. Eravamo in questo strano momento in cui iniziavamo ad essere circa conosciuti, e io volevo provare alle persone che potevamo essere una band che le persone avrebbero ricordato. Abbiamo anche inserito anche un sample di Liberation Frequency nella canzone Born For This e non ho mai dimenticato quanto gentili fossero stati i ragazzi dei Refused a permettercelo di farcelo fare. Amo questa band. 

Me li han fatti conoscere quando stavamo andando a una festa di compleanno. Mi son venuti a prendere a casa, e questa festa non era neanche 5 minuti distante, ma in questi 5 minuti il mio mondo è cambiato”. 

In questo episodio Hayley ha portato gruppi che non necessariamente rientrano in quello che viene considerato emo. “Essere stata una teenager nel 2002 è stato un periodo molto bello per la musica perché le band nella radio erano alternative e punk, questi generi erano quelli più popolari, e penso che abbia aiutato a dar forma a quello che oggi è musica rock mainstream e alternative pop. Secondo me, molto di questo è iniziato agli inizi del 2000. C’erano tantissime band di cui non potevi fare a meno. E Conor Oberst non è stata una eccezione. Era nella band Bright Eyes e anche in un’altra chiamata Desaparecidos, ma questa è una canzone dei Bright Eyes dell’album Lifted. Amo la sua poesia. Questa è Lover I Don’t Have to Love. Conor Oberst è, secondo me, il culmine dell’emo. Penso che neanche vorrebbe sentirselo dire; Connor, scusa se mi stai sentendo. Aveva quella voce rauca e dei testi che ti trafiggevano il cuore. Ha inspirato molte altre persone, tipo Phoebe Bridgers collabora molto spesso con loro, se sei una sua fan sicuramente conosci Conor. Dovevo includerlo, è il re dell’emo. Inoltre questa canzone è stata inclusa in un episodio di The O.C. chiamata The Undertow. The O.C. era enorme, specialmente negli inizi degli anni 2000 erano responsabili del successo di molte band, e il fatto che abbiano incluso i Bright Eyes vuol dire che avevano gusto. Amavo The O.C., ma eravamo in tour la maggior parte del tempo e non ero molto aggiornata. Ma se una canzone diventava virale grazie a un episodio di The O.C., io lo sapevo grazie ai blog online. Noi eravamo in una band, non avevo una televisione, avevo solo i miei compiti e piccoli stage. Penso che sia un momento ideale per riguardarlo dall’inizio alla fine”. 

“So che nelle generazioni ci sono tante definizioni della parola emo: potrebbe essere a causa del luogo in cui vivi, o l’anno in cui ti sei diplomato, può essere molte cose. Per me, la band in cui torno quando penso a questo genere sono i The Cure. Robert Smith scrive queste canzoni sdolcinate e bellissime, con queste melodie felici o tristi, molto emotive. Ho cercato spesso di emularlo, capire come facesse a dipingere una scena con solo due righe. Quindi questa settimana abbiamo l’album Wish in shuffle dei The Cure. Vediamo cosa esce fuori. È Trust! Ho moltissimi ricordi di me da adolescente mentre metto play a questo album, mettendolo in shuffle, mentre facevo i compiti o mentre scrivevo. Mi piaceva stare sveglia fino a tardi, e in camera avevo questa luce rossa. Non riesco nemmeno a immaginare cosa pensassero i miei vicini. Mettevo i The Cure, accendevo una candela, e entravo nel mio vibe da strega. Se non sai da dove iniziare nel mondo del punk e i suoi sottogeneri, i The Cure sono perfetti perché hanno canzoni molto varie, dal pop al shoegazy. Una cosa che amo tantissimo e che molte band fanno anche tutt’ora sono gli intro lunghissimi, che setta il mood. Questi sono i The Cure, godetevi Trust”. 

“Questi erano i The Strokes con The Adults Are Talking. Questa è una delle band che non è normalmente associata al genere emo. The Adults Are Talking proviene dall’album The New Abnormal del 2020. Questo periodo è stato grandioso per me, come amante della musica ma anche come essere vivente che ha vissuto qui, ero molto felice quando questo album uscì, lo mettevo di sottofondo mentre facevo il banana bread. Il primo album dei The Strokes è uscito nel 2001, nell’anno in cui mi sono trasferita a Nashville. Nel 2002 io e i ragazzi diventammo dei granissimo fan dei The Strokes. Eravamo molto giovani, infatti penso che uno degli altri fratelli o di Zac e Josh o di Taylor ce li ha fatti conoscere, e io sicuramente ricordo di sentire Last Nite. Speravamo di essere loro“.   

“Sono le The Linda Lindas con Oh!, sono così emozionata di poter condividere con voi questa band! Se non le conoscete, è un ottimo momento per conoscerle. Hanno appena pubblicato il loro album Growing Up. Sono emozionata di vedere cosa sono le The Linda Lindas per il presente, ma anche per il futuro del punk rock. Ricordatevi le mie parole, le vedremmo per molto, perché hanno quella cosa e sono molto consapevoli sulla politica. Sono diventate virali durante la pandemia con la canzone Racist, Sexist Boy che è una delle mie canzoni preferite proveniente dal loro album di debutto. Il mio testo preferito di essa è “We rebuilt what we destroy / Ricostruito ciò che distruggiamo”. Hanno tante canzoni che so che amerete. Hanno tutte una età compresa tra i 11 e 17 anni, è assurdo. 

Ora rimettiamo Wish dei The Cure in shuffle”. 

“Questa canzone si chiama Apart. Sta uscendo la parte shoegazy dell’album e son molto contenta! Questa canzone, ancora, mi ricorda quando facevo i compiti nella tarda notte, nell’unico computer che avevamo nella casa che mia mamma mi ha permesso di tenere in camera mia per la maggior parte del liceo. Dovete ricordare che questo avveniva prima dei social media, quindi la cosa più pericolosa che mi poteva capitare è loggarmi su MSN: ero una bambina molto brava. Mettevo i The Cure in shuffle mentre lavoravo alla mia scrittura creativa. Scrivevo i testi per i Paramore durante le lezioni di scrittura creativa, e una volta la mia maestra mi disse “Ehm, non so cosa sto leggendo, ma non è il compito che ti ho dato, quindi devo darti una F”. Ho preso molteplici F per canzoni dei Paramore“. 

In questo episodio Hayley parla di band che sono state adottate dal genere emo. Non necessariamente band che ti vengono in mente quando pensi a questo genere, ma che amiamo. “Questa è una delle principali band che non è emo, ma è emo: i The Killers. Hanno portato la teatralità nel mainstream, erano i re di questa scena. Devo ancora trovare una persona che non ama Mr. Brightside, di qualsiasi generazione. Voglio mettere play alla mia canzone preferita dell’album Hot Fuss: Smile Like You Mean It”. 

“Torniamo indietro nel tempo nel 1989, mesi dopo la mia nascita. Questa è una delle band che ha iniziato questo movimento, quello della scena post hardcore, post punk, che sento fosse molto emotiva per il genere dell’hardcore. La cosa buffa è che quando senti i cantanti di queste band, non sanno perché vengono associali al genere dell’emo. Ricordo di aver letto una citazione di uno di loro, “Perché questo è hard-core emotivo e l’altro non lo è? Non è tutta la musica emotiva?” e io vorrei semplicemente dire amen. Se sei un musicista, e urli testi nel microfono tutta la notte, penso che devi essere una persona emotiva per farlo. Vorrei dire ai Fugazi grazie, per aver fatto una canzone che sarà sempre nel mio cuore, che ha ispirato molte band che amo, come i mewithoutYou. Questa è Waiting Room dei Fugazi”. 

È il momento della ultima canzone dell’album in shuffle di questa settimana, Wish dei The Cure. “Oh mio Dio, penserete che l’ho fatto di proposito ma non l’ho fatto, è la bellezza dello shuffle. Questa è una delle canzoni più grandi dei The Cure. Persone che non si sa dell’esistenza dei The Cure, comunque si sa dell’esistenza di questa canzone. Senza aggiungere altro, ecco Friday I’m In Love”. 

“È il momento di AOB (Any Other Business), momento in cui condivido con voi la mia ultima fissa. Questa canzone è stata suggerita da uno di voi, David, che mi ha scritto una email. Questa band è davvero cool. Ecco Your Deep Rest dei The Hotelier, dell’album Home, Like Noplace Is There”.

“Il prossimo album che metterò in shuffle è LP2 degli American Football. Gli American Football sono una band emo per eccellenza. Nessuno fa le cose come le fanno loro. Nel 2017, quando hanno fatto uscire questo album, dopo circa 14-15-16 anni dal loro ultimo album, è stata una cosa molto importante per me, perché ero molto in ritardo nell’ascoltare le loro cose. Ero troppo giovane per capire cosa i loro album rappresentassero. 

Ora, per finire questo episodio, vorrei mettere play a una canzone di LP3 degli American Football che include anche me. Si chiama Uncomfortably Numb. Non ci credo che ho avuto modo di cantare con loro“. 

Il prossimo episodio di Everything is Emo uscirà il 20 maggio.