Stereogum intervista Hayley e Sophie Allison dei Soccer Mommy

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Gabriela Tully Claymore di Stereogum ha intervistato Hayley e Sophie Allison, cantante dei Soccer Mommy (band di apertura in alcune date del Tour 5) prima dello show al Barclays Center, a Brooklyn, NY. L’intervista è stata documentata da alcune foto fatte da Krista Schlueter che potete vedere qui.

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STEREOGUM: Hayley, perché avete scelto di portare i Soccer Mommy con voi in tour? 

WILLIAMS: Beh, prima di tutto per quell’album che ci interessava. Per me, è una cosa molto egoista perché per molto tempo sono stata l’unica donna in tour. Sono sempre stata l’unica ragazza. Il mio senso della femminilità e quella parte della mia identità per molto tempo. Quindi è stato un ottimo tempismo naturale e anche il nostro interesse collettivo come band. Avevo conosciuto Jen Calvin per il fansize che stava facendo e sono passati ora sei o sette anni. Con te, Sophia, con i Soccer Mommy era una specie di connessione con Nashville. Cosa vogliamo sentire ogni sera quando siamo in giro e con chi vogliamo stare insieme? È anche interessante perché non è facile andare in tour, ma l’atmosfera è così bella. Ragazzi, voglio dirvi che suonate bene ogni sera. Ci piace ascoltare una buona musica che ci ispiri. È un bonus e mi sento molto bene ad averlo. Questa è stata una risposta molto lunga, comunque, mio Dio. 

STEREOGUM: I Paramore sono nati in un periodo nel quale non c’erano molte band con donne che guidavano il tutto. 

WILLIAMS: Non stavano, in verità, ricevendo il segnale di incoraggiamento di cui avevano bisogno, sai? Siamo stati fortunati ad essere in grado di rimanere in mezzo a tutto questo e ora essere in grado di essere qui in questo momento, in questo momento culturale, in cui sento che le persone hanno delle seconde possibilità più spesso. Vedrai ancora qualche squilibrio e quant’altro, e sono sicura che ci saranno sempre, ma quello che amo di adesso è che c’è una tale varietà e c’è anche una musica di qualità creata da donne – Soccer Mommy è un grande esempio – c’è una grande produzione fatta dalle donne. Voglio dire, sono una grande fan di Grimes. 

ALLISON: Sì, amo Grimes! 

WILLIAMS: È incredibile. Ha molto talento. 

STEREOGUM: Sophie, sei cresciuta come una fan dei Paramore?

ALLISON: Sì. 

WILLIAMS: Davvero?! Incredibile. 

ALLISON: È così imbarazzante, ma in un rock camp ho fatto “That’s What You Get.”

WILLIAMS: No! Stai scherzando? 

ALLISON: Sì, l’ho davvero fatto! 

WILLIAMS: Che figo. 

ALLISON: Quindi è molto bello essere qui, ovviamente. Sono completamente d’accordo con te: è fantastico andare in tour con altre donne solo perché può davvero far schifo. Ho tutti ragazzi nella mia band in questo momento, a volte è diverso, ma non avere donne in giro può fare schifo. Anche se amo i ragazzi. C’è così tanta buona musica prodotta [dalle donne]. Cerco sempre di scegliere le band che voglio ascoltare tutte le sere. A volte le persone scelgono le band di apertura basate su cose come, sai, i numeri o cose del genere, e poi lo odiano per tutto il tempo. 

WILLIAMS: Sì, è un po’ infelice. 

ALLISON: Ho avuto amici che facevano così e si lamentavano per tutto il tempo, e io ero tipo: “Scegli una band differente!”. Come headliner, puoi sceglierli. 

WILLIAMS: Sì, hai davvero il potere. 

ALLISON: Scegli una band che vuoi vedere ogni sera oppure con la quale vuoi uscire. 

WILLIAMS: La penso come te. Voglio dire, abbiamo aperto per band davvero grandi e poi abbiamo fatto grandi tour in cui eravamo co-headliner e, a volte, fai un compromesso per l’artista di apertura, quindi abbiamo vissuto quasi ogni scenario a questo punto. E onestamente, non c’è niente di meglio che portare fuori i tuoi amici. Sto cercando di pensare ad una band di qualche mio amico della quale non amo la musica o che non la rispetti. L’atmosfera e il cuore di ciò che sta accadendo qui è molto più importante perché sei lontano da tutto ciò che è comodo per lungo tempo. E certo, siamo fortunati e possiamo vedere cose incredibili e incontrare persone e stare intorno alla musica tutto il tempo, il che è fantastico, ma se non sei ispirato e non sei alimentato da qualcosa che hai nel cuore, può svuotarti rapidamente. E poi sei in giro per il paese, lontano dalla tua famiglia, dal tuo cane e dal tuo divano, dove ti piace guardare film o trascorrere tutto il tuo tempo. C’è qualcosa, però, che ti fa pensare: “Ok, sto bene. Sono umano. Ci sono altri umani qui con me che capiscono e che stanno sulla mia stessa barca.” È bello. 

ALLISON: Questo è l’effetto che mi fa il cibo tailandese. 

WILLIAMS: Sì? (Ride) 

ALLISON: Penso, “Ok, sono al sicuro qui.” Quando ho un cattivo pasto penso, “Questa è una orribile città. Odio stare qua. Voglio andarmene al più presto.” 

WILLIAMS: Questo è il tuo conforto, questa è la tua cosa. Adoro sapere questo di te. Sento che dice così tante cose di te. Come se lo capissi davvero. 

ALLISON: Voglio sono tornare a casa e andare al Smiling Elephant o qualcosa del genere. 

WILLIAMS: Oh mio Dio, ti stavo per chiedere se ami lo Smiling Elephant. È il migliore! 

ALLISON: Sono rimasti chiusi, il proprietario è tornato in Thailandia per rimediare –

WILLIAMS: per rimediare ricette antiche per te. 

ALLISON: Sì, per rimediare ricette antiche per me. 

STEREOGUM: È un posto di Nashville? 

WILLIAMS: In realtà non è lontano da nessuno di noi, ma la zuppa Tom Kha è la migliore di tutta la città. 

ALLISON: Prendo il Pad Krapaw, riso e salsa, pollo e verdure. 

STEREOGUM: Quali sono altri posti di Nashville nei quali andate spesso entrambe? 

ALLISON: Um, Santa’s? Sei mai andata a Santa’s, Hayley? 

WILLIAMS: No, non sono mai andata al pub Santa’s. 

ALLISON: Dovresti davvero andarci, entrambi i miei batteristi suonano lì. 

WILLIAMS: Davvero? Santa’s sembra davvero un posto molto bello. Ho molti amici che ci vanno. Ho vissuto al di fuori di Nashville per la maggior parte della mia infanzia e della mia adolescenza quando stavamo crescendo. Da quando sono tornata da Los Angeles, dopo essere stata lì per alcuni anni, ho cercato di avvicinarmi alla mia famiglia e poi ho affrontato il divorzio e tutto il resto, e mi son detta, “Sai cosa? È ora di tornare a Nashville.” Quindi in realtà c’è così tanto della mia città natale che sto vivendo per la prima volta. È come se fossi una neonata. E la città sta crescendo così tanto. Ogni volta che torniamo a casa da un tour, probabilmente lo sai-

ALLISON: Sì.

WILLIAMS: Cambia. 

ALLISON: Sto scoprendo tutti gli ostacoli ora. Ho appena compiuto 21 anni ma avevo un finto ID. Avevo l’ID di mia sorella che mi assomigliava e aveva il mio indirizzo. 

WILLIAMS: Avevate quasi la stessa età? 

ALLISON: Sì, due anni di differenza. 

WILLIAMS: Ugh, oh mio Dio, avrei voluto averlo anche io. 

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STEREOGUM: Entrambe avete iniziato a suonare in giovane età. Hayley, lo stai facendo ad più di 10 anni, ma che cosa vorresti aver saputo di questa pazza industria? Questa è il più grande tour nel quale Sophie è stata. 

WILLIAMS: È un clima così diverso in tutti i modi rispetto a quando eravamo bambini che imparavano a suonare i primi strumenti e facevamo pratica nel seminterrato di Taylor o altro. Ho avuto un brutto momento, ma non sapevo di avere un brutto momento perché avevo ancora gli occhi offuscati. Quando sono entrata in questo mondo mi sentivo come se dovessi entrare in un club per ragazzi per farcela. E la maggior parte dei miei amici a casa, penso a causa dei miei interessi, sono ragazzi. Ho incredibili, incredibile amiche ora che sono una adulta. Ma sono molto in giro con i ragazzi e questo ha davvero influenzato il mio senso di essere e quello che pensavo di dover alle persone. Non importa quanto fossero pesanti le band con cui suonavamo, non c’era mai uno show in cui suonavamo che non andassi più forte di tutti i frontman perché pensavo di dover essere migliore di loro per dimostrare il mio valore, perché la gente guarda sul palco e vede una piccola bambina. E deve essere stato divertente vedere una ragazzina cercare di essere super resistente o qualcosa del genere, non so come apparivo. Tutto quello che sapevo è quello che sembravo intravedere dai miei occhi. Quindi immagino di aver appena desiderato di aver imparato prima questa incredibile forza. Le mie differenze rispetto al resto dei miei compagni di band è la cosa che ha reso non solo la persona che sono ora ma che fa diventare la band quello che è. Sai, tutti i nostri punti di forza individuali si uniscono. Non so se lo senti anche tu Sophie, ma quando siamo sul palco, per la parte migliore della nostra carriera, noto che non mi sento di nessun genere. Non penso nemmeno che esista quando sei lassù. Penso che sexy sia ciò che vuoi essere, i tuoi sentimenti e la tua identità possono cambiare con ogni canzone. Mi chiedo come sarebbe stato se avessi potuto nutrire quella giovane versione di me di alcuni di questi pensiero che sto vivendo in questi giorni. 

ALLISON: Quando ero più giovane, speravo di vivere più emozioni…Vorrei solo aver iniziare a pubblicare la mia musica prima, perché non l’ho fatto fino a quando mi sono diplomata alle superiori e mi sentivo come se stessi andando via. Questo è principalmente perché non mi è mai piaciuta la mia voce o sono stata mai stata una grande cantante. Quindi non ho mai detto, “Oh, sono una cantante. Posso impressionare sul palco”. Ero più tipo, “Sono una chitarrista. Posso suonare la chitarra”. 

WILLIAMS: E una cantautrice. 

ALLISON: Essere una chitarrista è stato spaventoso, in verità, per una ragazza di Nashville. Sembrava che nessuno mi chiedesse di entrare in una band a suonare la chitarra. Non avrei dovuto aspettare di essere invitata a fare qualcosa del genere, ma –

WILLIAMS: Ma è difficile saperlo!

ALLISON: È difficile saperlo e crederlo quando sei circondato da un gruppo di altre persone che lo stanno facendo e ti fanno sentire uno schifo. Ma vorrei solo aver pensato, “Sto solo creando la mia band e so che sono brava con la chitarra e la gente si preoccuperà solo della mia voce.” 

WILLIAMS: Ugh, guarda, io sento la tua voce e penso “Oddio”. Come se stessi crescendo con band come… conosci la band That Dog? 

ALLISON: No. 

WILLIAMS: Sento come se potresti amare That Dog. Sono fenomenali. Ci sono piccoli fraseggi e cose che fai, come piccole armonie, che mi ricordano quella band. Sento voce come la tua e penso: “Aw, io non posso farlo. Vorrei poterlo fare”. 

ALLISON: Beh, tu non sei così stonata… 

WILLIAMS: Oddio. (Ride) Ma è questo quello che facciamo comunque a noi stessi. Vediamo cose e ascoltiamo cose che nessun altro potrà mai percepire. Penso solo che tu abbia una voce che, quando ascolto le tue storie… è il modo in cui dici i testi che scrivi. Solo tu potresti liberarli in quel modo, sai, perché è genuino. A volte sono più presa e limitata dell’idea che, “Sono una cantante.” Ho imparato a scrivere e ho imparato a suonare con una band più tardi, ma prima ero una cantante. Sono cresciuta e volevo cantare tutto il tempo. Quindi è davvero bello per me ascoltare una artista la cui narrazione è il punto più cruciale. E penso che la tua voce sia radiosa. Dovresti amare la tua voce. 

ALLISON: Forse un giorno. 

STEREOGUM: Penso che tutti si sentano così sulla propria voce. Chiunque sia un adolescente lotta con sentimenti di insicurezza e disgusto di sè. 

WILLIAMS: Ogni umano. 

STEREOGUM: Quando siete arrivate entrambe in quel momento in cui siete state abbastanza sicure da iniziare a scrivere canzoni e cantante in una band pubblicamente? 

WILLIAMS: Volevo far parte di una band da quando avevo otto o nove anni perché mi sentivo molto sola tutto il tempo da bambina. Ero figlia unica e poi i miei genitori si sono separati, io amavo la musica. Sono cresciuta in Mississippi ed è stato come, sai, se dovessi essere interessata allo sport o allo spettacolo. Era una tipica città del sud. Quindi, quando ho incontrato i ragazzi, ero nervosa di suonare e cantare con persone. E tutto quello che potevo fare era cantare a Nashville. Non potevo esercitarmi con persone e cose del genere. Quindi, quando li ho incontrati, non mi importava nemmeno se fossi brava o meno. Era proprio come se avessi trovato le mie persone e volevo farlo tutti i giorni e non mi importava di rimanere nel seminterrato per sempre. Lo volevo fare perché mi sembrava di stare a casa mia. 

ALLISON: Suonavo e scrivevo canzoni da quando avevo cinque anni, quindi non ci è mai stato un momento in cui pensavo, “Ora inizio a scrivere canzoni.” Era più come se, in quel momento, volevo iniziare a mostrarle a qualcuno (ride). E non avrei mai suonato le canzoni dal vivo. Ma poi sono andata a un liceo artistico e facevo parte di una swing band, quindi là potevo cantare e e suonare la chitarra. 

WILLIAMS: È davvero fantastico. 

ALLISON: Quando stavo lasciando il liceo mi sono sentita come, “Le canzoni devono uscire bene, quindi non devo odiare la mia voce, non devo odiare come suona la mia voce. Posso modificare la canzone per quattro ore e farla sembrare ok. Posso mettere quattro voci sopra la mia così nessuno sentirà il suono della mia voce. 

WILLIAMS: È il miglior trucco! È il trucco più importante. In realtà il risultato è un suono davvero magico. 

ALLISON: È praticamente presente su ogni mia canzone. Penso che le uniche canzoni che non sono così sono “Scorpio Rising” e “Your Dog”. 

WILLAMS: “Scorpio Rising”. È davvero una canzone fantastica, è una canzone che ho capito molto dopo l’acquisto del tuo album. Vivendo a Nashville, i posti nei quali vado sono di solito cinque minuti distanti, quindi ogni disco che compro (per la mia macchina) capisco solo alcune canzoni in modo profondo – per un lungo periodo di tempo ho avuto modo solo di ascoltare le prime canzoni. E in questo tour… voglio dire, quando è strano? Ti senti strana che ascolto la tua musica nella mia stanza d’hotel? 

ALLISON: No, perché canto “Still Into You” ogni sera dopo il concerto. 

WILLIAMS: Grazie a Dio. Sì, quando ho ascoltato “Clean” e “Scorpio Rising” mentre facevo cose nella mia stanza d’hotel, ho pensato… Dio mio, mi piace davvero molto, davvero, come dici cose. 

ALLISON: Grazie. 

WILLIAMS: È rinfrescante e talvolta perfettamente puntato oppure ammorbidito al punto in cui posso relazionarmi anche a molti tuoi testi. Non ti piace la parte vocale sotto questo punto di vista? 

ALLISON: Mi sento a posto con la maggior parte delle cose sul disco. Ho provato a ri-registrare a casa “Your Dog” qualcosa come quattro volte dopo aver finito le registrazioni in studio. E “Flaw” e “Cool” e…

WILLIAMS: L’intero album? 

ALLISON: Sentivo come se suonassero male e fossero sbagliate. 

WILLIAMS: Penso che sia stato perché ero così triste mentre facevamo After Laughter che non mi piaceva molto quello che producevamo, in ogni caso. Ma alla fine siamo diventati entusiasti o eccitati delle canzoni che eravamo come, “Ok, abbiamo davvero qualcosa qui.” Ero così innamorata con la demo vocale di “Forgiveness”. Quando sono entrata nello studio, mi sarebbe piaciuto addormentarmi e svegliarmi ore dopo – era come se volessi fare un sacco di pisolini deprimenti o qualcosa del genere, non stavo bene – e una sera sono entrata e dovevo cantare “Forgiveness” e la successiva cosa che ho capito è che mi stavo svegliando, stavamo ordinando cibo, e io ero tipo, “Ragazzi, non mi piacerà mai niente di ciò che sto cantando di nuovo, quindi prediamo la demo vocale”. A volte, quando ci si pensa meno, è la miglior cosa. E con “Forgiveness”, è stato un momento così strano quando l’abbiamo registrata, non mi importava di come sarebbe uscita fuori, volevo solo liberarmi. Mi piace quando succede questo, però, mi piace essere in grado di rifare qualcosa all’ultimo minuto, ma a volte è buona al primo tentativo e non ci pensi più dopo. 

ALLISON: Alcune volte finisco per ritornare alla prima versione. 

STEREOGUM: Suonare queste canzoni ogni sera ti dà un senso di completezza con loro? 

ALLISON: Se va tutto bene, se risultano perfette. 

WILLIAMS: Ogni notte può essere diversa. Per me, dipende se l’emozione è lì o meno, sai? Ci sono canzoni che prima non ero in grado di affrontare senza ricordare vividamente tutto, ma poi dopo un tour inizi ad associare certi testi con gli occhi di qualcuno nella folla con cui ti sei collegato o una cosa che hai fatto all’inizio della giornata a cui hai pensato mentre stavi cantando. Non lo so, penso che la memoria, il tempo e solo la guarigione in generale sono una cosa così strana che sto ancora capendo. Con questo album e tour sono stata molto consapevole di quel processo per tutto il tempo. 

ALLISON: È davvero una bella sensazione quando una performance va bene ogni notte. Se non va bene, sono così arrabbiata con me stessa. Sono come se non fossi esternamente di cattivo umore, ma posso sentire questa rabbia ribollente dentro. Non urlerò mai alle persone, non mi farò impazzire, ma sarò solo internamente tesa se qualcosa andasse storto o se qualcuno avesse sbagliato qualcosa o se avessi recitato una parte o se la mia voce fosse stata schifosa. 

WILLIAMS: È perché ti senti come se non avessi completato il set, o è perché inizi a mettere in discussione il tuo valore e tutte quelle cose strane? 

ALLISON: Penso che l’ultima sia la direzione che prendo, ma sono anche… se non riusciamo a suonare bene, è la musica ancora buona? 

WILLIAMS: Come se la tua carriera fosse finita. 

ALLISON: In altre sere sono solo leggermente ubriaca e mi piace, probabilmente non è stato un grande show ma mi sono divertita! 

WILLIAMS: Provo a prenderne nota per l’incorre perché altrimenti… 

ALLISON: Io di solito non bevo prima del set, ma a volte ho serate in cui sto bevendo una birra e subito dopo salgo sul palco dicendo, “CIAO A TUTTI!”

WILLIAMS: Whoops! Io parlo così tanto… fa schifo. I ragazzi mi dicono, “Hayley hai presentato ciascuno di noi per cinque minuti.” Non posso farne a meno. Non so come facciano gli altri, come i cantanti con cui siamo cresciuti che erano tutti birra e sigarette. (Ride)

ALLISON: Beh, probabilmente loro urlano e basta. Non stanno cantando davvero. 

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