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Zane Lowe intervista Hayley su FLOWERS for VASES / descansos

Hayley ha fatto una chiacchierata con Zane Lowe di Beats 1 su FLOWERS for VASES / descansos.

Sui social Hayley Williams ha annunciato che ha rilasciato solo due interviste per FLOWERS for VASES / descansos: una per  American Songwriter, e una per Zane Lowe di Beats 1 che, dopo averla intervistata per l’uscita di Petals for Armor, torna dopo un anno per parlare del secondo album da solista della cantante. 

L’intervista comincia con Hayley che, guardando la finestra, commenta il tempo di Nashville che di recente è sempre stato molto nuvoloso. “Sono una di quelle persone che durante l’inverno ha bisogno di prendere almeno quattro volte la Vitamina D”.

Il Sole, commenta Zane Lowe, è una di quelle cose che molto spesso può sopprimerti, perché magari un giorno sei molto triste, esci, e c’è il sole che non rispecchia per niente il tuo stato d’animo, e Hayley è d’accordo: “Ho vissuto a Los Angeles per 3 anni e ho odiato quanto ogni cosa sembrava essere felice e solare. Ma ho provato molte cose che, per me stessa, non hanno funzionato. Ma alla fine l’ho capito.

Hayley, per la prima volta nella sua carriera, ha suonato ogni singolo strumento di un album, e di questo ne va molto fiera. “Sono anche molto fiera di poter mostrare questo album per far vedere come son sopravvissuta quest’anno che è stato molto difficile per tutti. Continuano a succedere cose molto personali, ma nello stesso tempo continuano a succedere anche cose a livello globale”, la concezione del Macro/Micro. Fino a qualche anno fa, se avevamo qualche cosa di personale che ci affliggeva, potevamo darli priorità rispetto al resto, ma nel contesto di una epidemia globale è tutto diverso.

Hayley è riuscita a far musica in questo periodo in cui tutti siamo spaventati di chiedere alle persone “Come stai?”, per paura di sentire la risposta. FLOWERS for VASES / descansos è una rappresentazione reale di come la cantante ha vissuto questo periodo di quarantena. “Non ho visto nessuno durante questo periodo. Son rimasta isolata pure più di quanto richiesto. Non mi ricordo ora quanto sola mi potessi sentire in alcuni giorni. Ho suonato tantissime cover su Instagram per le persone, e molte di queste canzoni non erano canzoni popolari ma canzoni che mi facevano stare bene. Dopo alcuni mesi, mi son detta ‘Oh caspita, sto scrivendo alcune canzoni in un periodo in cui pensavo di essere in tour ad annoiarmi con il servizio in camera’.

Zane chiede a Hayley se ha mai pensato di avere in sé questa capacità di poter creare un album da zero e risponde che “non saprei, ma mi viene da dire cinquanta e cinquanta. Non sono molto sicura di me stessa riguardo il suonare gli strumenti, non lo sono mai stata, e ogni volta che ho suonato con i ragazzi mi dicevano di suonare ancora di più e più forte, ma sono molto timida. Ed è ancora vero: per fortuna che ho registrato tutte le parti di chitarra al primo colpo perché non c’era spazio per errore. L’altro 50% invece è dovuto al fatto che mi ricordo che a 9 anni avevo questo kit di batteria giocattolo, e passavo l’intero weekend chiusa in camera mia a suonare la batteria di molte delle canzoni.

“Ho cercato di non essere troppo dura con me stessa: mi ricordavo che stavo facendo tutto questo per divertimento. Ho registrato tutto con il mio amico Daniel James e gli ricordavo di dirmi che se qualcosa non andava, poteva dirmelo tranquillamente e non mi sarei arrabbiata. Cercavo di non agonizzarmi e liberarmi. Questo per me è guarire: essere un adulto ma ricordarti ancora come suonare come un bambino, apprezzarlo per così com’è”, dice Hayley.

“L’album è una rappresentazione di un cuore spezzato. Ho scoperto molti modi di amare le nostre imperfezioni, e smettere di ricordare cose che hai imparato quando le hai dentro di te per 32 anni è molto difficile. Alcune di queste cose di cui parlo in Petals for Armor sono ancora in questo processo e, onestamente, se fossi andata in tour non avrei scavato ancora più a fondo”, rivela Hayley, confessando che sperava di avere più distrazioni per evitare di ricadere in sé stessa; era pronta alle luci, a essere impegnata, nonostante avrebbe avuto molti occhi addosso che la facevano sentire nuda.

“Una delle mie canzoni preferite dell’album è Inordinary. Credo che sia dovuto al fatto che ho iniziato a scriverla parlando di un incidente molto piccolo che mi è capitato nella vita e poi si trasforma in qualcosa che appartiene a una persona, per diventare qualcosa che appartiene a molte più persone, per poi appartenere con qualcuno e poi realizzare che non mi ricordavo com’era appartenere a sé stessi. Faccio molto riferimento al periodo in cui io e mia mamma siamo letteralmente scappate per venire a cercare rifugio a Nashville: quello è stato il momento in cui tutto è diventato più chiaro. Qui è quando ho incontrato i ragazzi, e ho iniziato a suonare la chitarra. Sono molto fiera di questo album perché ho trasformato delle semplici note vocali salvate sul mio telefono in canzoni”.

Flowers for Vases / descansos è una storia, in cui le canzoni hanno un ordine preciso e non possono essere messe casualmente. Hayley però non le ha scritte in maniera cronologica: “Ci sono canzoni che sono vecchie anche di alcuni anni, tipo nel 2018, dopo After Laughter. Quando amo qualcuno, sento come se i miei sentimenti sono troppo grandi per il mio piccolo corpo. Penso che questi sentimenti diventano una grande entità che io non riesco più a controllare, e questo fa sembrare alcune cose molto più difficili, perché non sono mai il 100% realtà di quello che mi sta capitando”.

I’ll be singing into empty glasses / No more music for the masses, canta Hayley in Just a Lover. “Ho scritto questo testo perché, primo in quel periodo bevevo davvero tanto, e secondo perché non ho la forza per me stessa, come posso averla per le cose che le persone pensano che io debba fare o essere?